Intervista di Katrin Walter a Riccardo Ravaioli: Come arrivare in cantina con l’APP

Durante le mie ricerche per un recente articolo per MilleVigne sul tema “la vendita diretta nei tempi del internet e cosa sono le diverse facce e spazi della rete, a cosa servono e come possono aiutare a portare persone in cantina” ho incontrato virtualmente anche Riccardo Ravaioli. Riccardo ha ideato e creato un’APP con il nome MappedeiVini. Volevo sapere di più sulle funzionalità e per questo gli ho fatto qualche domanda,
dato che suo strumento per diffondere la conoscenza delle DOP italiane mi sembra abbastanza interessante. (Per il mancante spazio nella rivista MilleVigne (edizione 02/2013 di fine maggio) pubblico l’intervista qui sul mio blog “simply ideas”.

Foto dell'APP Mappe Dei Vini Lite di Riccardo Ravaioli - simply walter

Katrin Walter:
Gentile Riccardo. Tu lavori come Energy Forecasting Manager. Sembra che questo lavoro ti trasmette anche molta energia perché nel tempo libero riesci studiare enologia e viticoltura e creare anche una applicazione che può aiutare agli appassionati di trovare i miglior vini d’Italia (anche se non tutti questi sono anche per forza solo i DOP). Quali sono le funzioni principali dell’APP?

Riccardo Ravaioli:
L’idea è nata studiando da Sommelier, mancava una letteratura di riferimento aggiornata e dinamica. In sintesi con la APP, (versione FULL) si sono volute racchiudere in una mano tutte le DOCG e DOC italiane (oggi anche DOP) che rappresentano, da un certo punto di vista, le eccellenze del vino italiano e molto altro. La APP si suddivide in 3 macro aree; le mappe delle DOCG-DOC visualizzate in modo vettoriale sulle mappe Apple, la sintesi dei disciplinari di produzione di ogni denominazione e le cantine (circa 4.000) nel territorio nazionale con la loro georeferenziazione. Altra cosa importantissima che lo strumento è aggiornabile in pochissimo tempo e distribuito secondo le dinamiche di Apple Store ogni volta dovesse avvenire una variazione nei contenuti delle denominazioni.

Katrin Walter:
Quindi l’APP serve principalmente ad essere aggiornato sulle le regole dei disciplinari sullo schermino dell’iPhone? E si riceve un segnale quando cambia per esempio il vitigno raccomandato della DOP Colli Bolognesi?

Riccardo Ravaioli:
L’APP serve ad avere tutte le mappe aggiornate delle DOGG-DOC d’Italia con il relativo disciplinare di produzione e sapere per ogni cantina censita le denominazioni di produzione. Inoltre, sfruttando il navigatore dello smartphone raggiungere la cantina selezionata se georeferenziata.

Katrin Walter:
Allora hai anticipato una soluzione per il mobile marketing e creato uno strumento che risolve i problemi di visibilità delle cantine italiane; un aggregatore oltre confine di zone, consorzi e del provincialismo? Anche accessibile per lo straniero? In altre lingue?

Riccardo Ravaioli:
Diciamo che ho cercato di dare un contributo, a mio modo, per valorizzare una delle tante eccellenze che abbiamo in Italia: IL VINO. E’ partita una campagna di coinvolgimento di tutte le cantine censite all’interno della APP per avere dei dati più precisi possibile, quindi mi sono rivolto alla fonte stessa: le cantine.
Ad oggi, considerata la struttura virtuale del negozio Apple, l’APP (versione LITE) è stata scaricata in USA, Germania, Cina, Francia, Russia, Giappone oltre che in Italia. Per la lingua dell’APP abbiamo previsto il seguente piano di pubblicazioni: 1) MappeDeiVini LITE per iPhone ITA (già disponibile in APPLE Store gratuitamente); 2) MappeDeiVini FULL per iPhone ITA (di prossima uscita); 3) MappeDeiVini per iPad ITA LITE e FULL; 4) MappeDeiVini per ANDROID ITA; 5) Mappedeivini ENG.
Per chiudere due considerazioni, il mercato USA è troppo importante per le APP, ad oggi ha un volume di mille volte quello italiano, quindi per uno sviluppatore è buona cosa esserci; per altre lingue sono da valutare se i feedback sono orientati in quelle direzioni (francese, tedesco, spagnolo, cinese e giapponese).

Katrin Walter:
Scusa la mia ignoranza, ma pensavo che l’APP serve per gli enonauti che si trovano nel territorio per scoprire le aziende nelle vicinanze, segnalando le aziende che fanno vino DOP lungo il proprio viaggio attraverso Italia. E mi chiedo cosa serve l’APP ad un Americano se non viene qui in Italia?

Riccardo Ravaioli:
L’APP ha anche la funzione che hai appena citato, ma non solo. Ti racconto un aneddoto: Diversi anni orsono ero a Stoccolma. Mi fermò una persona per strada e iniziò a parlare in italiano, alche io gli chiesi, se era italiano. Lui con stupore mi rispondeva ‘No! No! Sono Svedese’. Allora io incuriosito gli chiesi come mai sapesse così bene l’italiano. E la sua risposta fu, ‘essendo un amante di architettura e arte ho dovuto comprare e studiare tantissimi libri in lingua italiana perché solo li trovano le cose che mi sono al cuore’.
Tornano a noi, sai che l’Italia è uno dei paesi leader per la produzione del vino, molte persone sono interessate e amano sapere e studiano il mondo del vino a qualsiasi latitudine, oltre il 45° parallelo, dove c’è l’Italia. Anche per questo motivo ho realizzato l’APP e perché la diffusione della conoscenza del mondo del vino completa le emozioni che si prova degustando.

Katrin Walter:
Cosa possono fare le aziende per prepararsi al meglio alle sfide del mobile marketing? Per esempio preoccuparsi d’essere in Google Local oppure individuare bene le loro posizioni nelle mappe che sono alla base dei navigatori (TeleAtlas, Navteq, OpenStreetMap)? O per un’APP come la tua deve essere definito comunque tutto da zero o si basa su una di queste mappe? Come funziona?

Riccardo Ravaioli:
Devono fare la cosa più semplice di questo modo: fare bene quello che sanno fare meglio, il Vino.

Katrin Walter:
Certo :-)

Riccardo Ravaioli:
Poi chiaramente va ricercata la maggiore visibilità possibile ma non a scapito della qualità. In quest’ottica si può inserire il progetto MappeDeiVini che si propone anche come strumento per il turismo enogastronomico selezionando un numero consistente di cantine sul territorio nazionale, per le quali vengono riportate le principali informazioni oltre che la posizione sulle Mappe APPLE e favorirne la visibilità.

Katrin Walter:
Visto che l’APP potrebbe essere uno strumento utile per vedere quale cantine posso trovare lungo il mio viaggio, quanto costa essere georeferenziato all’interno della tua APP?

Riccardo Ravaioli:
Il costo del servizio è totalmente gratuito. E’ partita una campagna di sensibilizzazione sulle circa 4.000 cantine censite, dove viene chiesto un coinvolgimento sulla comunicazione dei dati della cantina stessa, fra le altre informazioni: le DOCG-DOC dei vini prodotti, l’enologo, il logo cantina, l’indirizzo mail, la longitudine e latitudine e altro. Non dimentichiamoci che, nel mondo del “cut & paste” quello che farà la differenza nell’oceano delle APP e dei software in generale, è il CONTENT, il più preciso possibile, verificato e perché no, con la fonte dichiarata.

Katrin Walter:
Ecco, noi comunicatori lo sappiamo e anche il network Wein-Plus lavora con questa logica: Ogni giorno entrano nuovi contenuti: precisi, verificabili e con la fonte ben dichiarata per i lettori e anche per dare sempre da “mangiare e digerire” a Google. Ma ritornando all’APP, sotto quali criteri sono stati scelti questi 4.000 cantine?

Riccardo Ravaioli:
Il criterio è quello di includere il maggior numero di cantine possibile, cercando di non dimenticare nessuna. Qualora questo accadesse, chiedo cortesemente di scrivermi per essere censiti ed inseriti nell’aggiornamento successivo. L’unico discriminante reale per le cantine è quello di produrre almeno una DOC o DOCG (è vincolato alla struttura iniziale che ci siamo dati per realizzare l’APP).

Katrin Walter:
Pensi d’integrare anche altre funzionalità come per esempio le valutazioni dei vini? Non potrebbero dare un ulteriore spunto per utilizzare l’APP e per scegliere la cantina preferita da visitare?

Riccardo Ravaioli:
Nonostante io sia degustatore di vini, partecipi a panel per realizzare delle guide, non c’è l’intenzione d’includere specifici vini all’interno dell’APP. I motivi sono semplici, lasciamo fare la cosa a chi lo sa fare meglio di noi, poi non c’è l’intenzione di caricare l’APP di un database di vini variabile di anno in anno. Sottolineo che non è il focus dell’APP.

Qualche immagini dell'App MappeDeiVini Lite di Riccardo Ravaioli - simplywalter.biz

Katrin Walter
Ma mi sembra d’aver visto una foto in Facebook con “valutazioni e recensioni”. Cosa intendi nell’APP con questo?

Riccardo Ravaioli:
Hai fatto bene a menzionare Facebook, così colgo l’occasione per ricordare che siamo presenti anche su quel canale comunicativo e invitiamo tutti i lettori interessati nell’argomento di cliccare su “mi piace”. Ad oggi abbiamo più di un migliaio e mezzo di fan e cresciamo al ritmo di un centinaio ogni dieci giorni.
Tornando alla domanda, l’immagine a cui fai riferimento, è la pagina dell’Apple Store. Per ogni utente che scarica una applicazione sia gratuita sia a pagamento è suggerito di lasciare una “valutazione” sulla applicazione (possibilmente costruttiva) e un punteggio. Tutto questo serve per orientare al meglio l’acquisto o la visione d’APP che sembrano tutte uguali poste sullo scaffale (immagine similare ad una enoteca con tutte le bottiglie uguali in fila, ci vorrebbe un Sommelier a raccontare tutta la storia che c’è dietro ad ogni bottiglia). Ad oggi i feedback su MappeDeiVini LITE ci chiedono di proseguire nel nostro percorso e pubblicare la versione FULL. Il punteggio riconosciuto sono le cinque stelle di media che rappresentano il massimo. Credo che sia anche sintomo di una mancanza d’APP sul genere, visto i tantissimi download che abbiamo ricevuto sino ad ora, anche dall’estero, inaspettati.

Katrin Walter:
E quanto costerà l’APP nelle versione completa, FULL?

Riccardo Ravaioli:
Il prezzo è allineato alle altre APP del segmento. La versione FULL uscirà al costo di 7,89 euro al pubblico. Rimane la versione LITE gratuita con tutte le funzioni dello strumento ma limitata ai contenuti della mia regione l’Emilia-Romagna. In questo modo l’utilizzatore è libero di scaricare la versione LITE e rendersi conto se è l’applicazione che fa al caso suo. Se questo soddisfa le sue aspettative, è libero di acquistare la versione FULL completa.

Katrin Walter:
Vuol dire che è stato sostenuto anche da parte dei consorzi in Emilia Romagna? Sviluppare un’APP dicono che sia costoso e lungo e anche se sia passione, magari qualche ritorno ci si aspetta o no?

Riccardo Ravaioli:
Nessun sostegno da parte dei Consorzi. Tanta passione e sostegno di amici. L’impegno di tempo? Certo che è stato oneroso, quasi 2 anni di notti insonni. Non nascondo che mi aspetto un ritorno economico , anche solo per dare linfa a tutti gli altri progetti che ho in testa, ma questo è un’altra storia. La cosa più importante è che per serietà siamo passati attraverso una versione LITE gratuita per cercare di rendere la visibilità del prodotto maggiore e far fare l’acquisto solo a chi è realmente interessato; un po’ come quando una cantina organizza un banco d’assaggio e degustazione dei propri vini per promuoverli alla vendita, ci sembrava la cosa migliore.

Katrin Walter:
Perché hai scelto solo la funzionalità sul iPhone visto che in Italia la diffusione del sistema iOS è attorno 19% ma Android copre 56,7% (in Germania ca. 66%, tutto il mondo ca. 69%)? Quindi il mercato per smartphones a base di Android sarebbe più grande. Magari la versione Full …

Riccardo Ravaioli:
Abbiamo scelto iOS in quanto ci sembrava la piattaforma più pronta, e che presenta una panoramica di device più omogenea rispetto al mondo Android. Un dato che non si evince dalla statistica, che giustamente mi citi, è che l’utente Android è mediamente molto meno portato all’acquisto di APP e che molti dispositivi Android (che fanno statistica) sono comunque dispositivi di prima generazione non abilitati alla navigazione dati o GPS. La versione Android ,comunque, come già accennato è prevista una volta terminata la versione FULL per iPad.

Katrin Walter:
Ritorniamo ancora alla funzionalità. Penso che all’interno dell’APP ci sono anche i link ai siti delle cantine. Secondo te, le aziende sono preparate anche per gli accessi da parte di mobile devices o cosa dovrebbero fare?

Riccardo Ravaioli:
All’interno della App, l’indirizzo viene collegato alla posizione della cantina sulle mappe APPLE (in alcuni casi il lavoro è stato eseguito manualmente da noi, in altri le cantine si sono premurate di farci avere le informazioni). Il panorama delle cantine è molto variegato. Le più strutturate e pronte hanno risposto prontamente e in alcuni casi disponevano già di siti web, in percentuale ridotta si trattava di siti mobile o responsive (adattivi).
In generale quello degli “smartphones” è un mercato totalmente in sviluppo e crescita, questo è indice di alta potenzialità di business.

Per quanto riguarda le cantine mi limito a dire che, il mercato del vino, non deve fermarsi al solo territorio nazionale, abbiamo una eccellenza di prodotto, facciamolo conoscere in tutto il mondo. In altre parole, oggi più che mai, le cantine devono affidarsi all’export. Cosa c’è di meglio della tecnologia per aprire una finestra sul mondo? (Mondo che si può racchiudere in una tasca con un pocket device).

Katrin Walter:
Io sono d’accordo e lo dico sempre a chi presenta un sito con le traduzioni “a buon mercato” dal primo che passa, pure madrelingua ma non del settore vino. Se vuoi vendere il vino di qualità servono anche i testi (contenuti) di qualità e saper ottimizzarli per le applicazioni online. Anche questo e localizzazione di cui parlo nel mio articolo per MilleVigne.

Grazie per l’intervista, Riccardo. :-)

***
Le due foto sono di Riccardo Ravaioli

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